ZELLE ARTE CONTEMPORANEA

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LIKE A ROLLING STONE

MICHELA FORTE
text: Marco Cingolani



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La società si adopera per far rinsavire la fotografia, disinnescando l’erotismo dei fans che proiettano desideri edificanti sul santino, fotografato magari mezzo nudo, sbraitante in un microfono. Per far questo ha usato l’arma potentissima del piagnisteo autobiografico: struggenti malinconie, disastri familiari, periferie e non luoghi infrequentabili se non per arte.
Invece, e per fortuna, le star del rock e del red carpet hanno resistito al prosciugamento della fotografia, ignorando il clima malmostoso, dove tutti sono sempre imbronciati e insoddisfatti, che invece ha corrotto la moda e l’arte.
Meravigliosi Corpi professionisti, sorridenti e felici, magari strafatti e crollati interiormente, ma con la certezza che è la posa è “contratto”.
La fotografia restituisce il turbamento e l’eccitazione: il nostro corpo strilla felicità.
Invece l’armata delle parole ha rivestito di senso di colpa l’occhio adorante, cercando di eliminare il fascino assoluto del corpo a disposizione: appeso al muro.
Il tentativo è sempre quello di mettere sotto controllo lo sguardo che è sempre amorale.
La società delle parole ha disinnescato la fotografia, rendendola raggiungibile, praticabile, portatile, domestica ed artistica, mentre il corpo della star stabilisce la sua irraggiungibilità nel mettersi in posa “per noi”, i suoi fans, le sue groupies.
Il corpo impraticabile della star che non si sottrae al suo ruolo.
Come il santo e l’eroe non si sottraggono all’onore della parata, così la star perpetua il rito live dei saluti, l’autografo, il pugno al paparazzo, l’eccesso: perdizione e redenzione.
Impraticabile per noi borghesi, il corpo della star è un soldato sempre a disposizione: erotico.
Non in saldo come l’erotismo artistico.
Non banale come l’autobiografia di tutti, sempre uguale a se stessa: riconoscibile.
Non grottesco come la pretesa di essere oggettivi invece del desiderio perturbante di essere Altro.
Il corpo della star è diventato scandalo perché rende inadeguate le parole, e solo quando dice “belle parole” come Obama torna ad essere “praticabile”.
Le belle parole non vinceranno mai lo sguardo amorale e il desiderio dell’occhio di essere nutrito di corpi a disposizione.
Michela Forte ha i nostri corpi a disposizione e come un’erinni incalzante aizza il prolungamento del suo occhio per farci diventare “impraticabili” alla nostra biografia.
Con la sua fotografia diventiamo finalmente altri, non più domestici e rassicuranti, non ci apparteniamo più.
La fotografia di Michela Forte è implacabile perché stana nei corpi la possibilità di “dimenticarsi” in una star.
Restituisce una realtà vera, più profonda delle nostre belle parole, più seria di ogni somiglianza: il risveglio dell’intrattabile realtà di essere sempre un Altro.
Marco Cingolani

Dopo la recente personale allestita all’interno del progetto “United Artist Of Italy” Grandi artisti nell’obbiettivo di grandi fotografi, a cura di Alessandra Klimciuk presso il Palazzo Delle Stelline di Milano con 22 tra i più importanti fotografi italiani (Claudio Abate, Aurelio Amendola, Gabriele Basilico, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Giorgio Colombo, Mario Cresci, Mario Dondero, Federico Garolla, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Mimmo Jodice, Nanda Lanfranco, Uliano Lucas, Attilio Maranzano, Nino Migliori, Ugo Mulas, Paolo Mussat Sartor, Paolo Pellion, Ferdinando Scianna), Zelle Arte Contemporanea presenta “Like a rolling stone”, la prima personale palermitana della giovane fotografa siciliana Michela Forte. Tante piccole pietre che rotolano, come quei sei minuti di “Like a Rolling Stone” che lasceranno un segno indelebile nella storia della musica.
Nella grande pista da ballo: Marco Cingolani, Alessandro Bazan, Ofrii Cnaani, Mai e Dirki Lobbert, Mario Airò, Marzia Migliora, Laboratorio Saccardi, Carlo Bernardini, Chiara Dynys, David Bowes, Giorgio Prette, Dente, Roberto Dell’Era, Afterhours, Zen Circus, Lombroso, Il Genio, Get, Calibro 35, Waines, William Marc Zanghi, Pete Ross, Famelica, Massimo Ciavarro, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini etc..