| BIOGRAPHY THROUGH OBJECTS |
Zelle Arte Contemporanea ospita "Il Genio di Palermo, studi aperti degli artisti"
FEDERICO LUPO
Federico Lupo. B.T.O. A01. Video loop. 2005
Federico Lupo. B.T.O. Ora, sei rimasta sola. Video loop. 2005
Federico Lupo. B.T.O. B01. Video loop. 2005
Federico Lupo. B.T.O. The monkey orchestra. Video loop. 2005
Federico Lupo. B.T.O. Veduta dell'installazione.
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I video di Federico Lupo, intrisi di suggestioni cinematografiche, che vanno da Antonioni a Kitano, associano alla forza delle immagini un’attenta ricerca sulle sonorità e sui silenzi.
Come un burattinaio, un giostraio o un mago, egli manovra gli ingranaggi di antiche bambole e vecchi giocattoli tratti dal suo vissuto creando ritmi ipnotizzanti, accompagnati da suoni inquietanti, a tratti minacciosi.
Gli oggetti emergono da fondi piatti e neri come la notte che aumentano il pathos incantatore delle scene.
Marina Giordano
A01 è un documentario in cui il macrocosmo e il microcosmo della combinatoria s'incontrano perfettamente, creando una struttura reticolare che non rimanda esclusivamente all'orizzonte del "mettere insieme", ma anche a quello dell'impalcatura, del modello profondo sottostante alle cose, lo scheletro che ne costituisce l'identità essenziale. Un cinema come vita e vita raccontata come tempo decostruito, analitico, biologico.
E il loop, moderno feticcio di questo sfaldarsi temporale, si pone come lanterna magica per immagini anticinematiche, così che l’ultima si ricongiunga alla prima, un ciclo ineludibile che non concede fuga, perché di sguardo ne desidera uno e uno soltanto.
Un silenzio per immagini, orchestrato da grigi e da bianchi stridenti è il collante tra i versi monosillabici che sostengono l’incastro del loop, è la vita che sostiene altra vita. Federico Lupo