MARCELLO BUFFA. GIUSEPPE COSTA. SIMONE GERACI. JORGE LOPEZ. FABIOLA NICOLETTI. LINDA RANDAZZO. MAURIZIO SANFILIPPO. IGOR SCALISI PALMINTERI. ANTHONY STANISLAUS WISLAR. VITO STASSI. WILLIAM MARC ZANGHI. SERGIO ZAVATTIERI.
Fabiola Nicoletti. 13.30 dopo le lezioni (particolare). Acquarello su carta. 2008
Vito Stassi. Batman e Robin. Olio su carta. 2008
Anthony Stanislaus Wislar. Senza titolo. Olio su carta. 2007
Anthony Stanislaus Wislar. Senza titolo. Olio su carta. 2007
Linda Randazzo. Ninni. Biro su carta. 2008
Simone Geraci. Capriccio. China su carta. 2008
Marcello Buffa. Ottimo Lino. Olio su carta. 2008
Jorge Lòpez. Senza titolo. Disegno con pelo pubico. 2008
Jorge Lòpez. Senza titolo. Disegno con pelo pubico. 2008
William Marc Zanghi. Caccia al marabù. Vernici su carta. 2008
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Una formula già rodata, Sweet Sheets, giunta alla seconda edizione, coinvolge un nucleo di artisti di diverse generazioni e diverse attitudini, indistintamente chiamati a deporre tracce vivide sulla levità della carta.
Appunti, ipotesi di ricerca, in alcuni casi dei veri e propri test su un supporto insolito per chi ha formato la propria individualità sulle trame della tela, come Buffa alle prese con i suoi “classici” volti stranianti, Palminteri e le sue caratteristiche inversioni di senso, Zanghi invischiato nella materia fertile dei suoi paesaggi. Tanto più insolito per chi come Zavattieri ha sviluppato la sua ricerca prevalentemente in ambito fotografico, con particolare attenzione all’uso e al trattamento della carta.
Stabiliscono invece, seppur in forme assolutamente dissimili, un rapporto elitario con il supporto cartaceo a tal punto da renderlo insostituibile, artisti come Costa attratto da un ambiguo gioco di messa a fuoco, Nicoletti e il suo bestiario immaginario, Lopez ed i rimandi al cinema erotico retrò, e infine Wislar e le sue anomalie compositive.
Un altro piccolo nucleo, Stassi ed i suoi elementi eternamente sospesi in una dimensione biografica, Randazzo ed un approccio intimamente diaristico, Geraci e le sue carte cariche di rimandi semantici, sembra assegnare al foglio il ruolo di quotidiano e affidabile comprimario.