| TEMPORANEO ABBANDONO DEL CAMPO |
ARIANNA CAROSSA. KATIA BELTRAME. DANIELE FRANZELLA. TU M'.
SONORIZZAZIONE/ WE WAIT FOR THE SNOW
text: Federico Lupo
Daniele Franzella. Senza titolo con astuccio. Resina, tessuto, ceramica. 2008
Katia Beltrame. Terra Incognita + Home is where the heart is. Stampa su Hahnemuhle fine art baryta. 2008
TU M. ON-DAY. DVD video. 2008
Arianna Carossa. Agnus lundens + Gallinaceum ridens. Piume, Lana, ceramica, specchio. 2007
Temporaneo abbandono del campo. Veduta dell'installazione.
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Temporaneo abbandono del campo, è un’indagine sulle modalità di conservazione, tracciatura e ricostruzione di quel flusso organico e
impalpabile il cui scorrere pone la distanza tra la vita e l’assenza di vita. Per esattezza, indaga tutti quei percorsi che pur ruotando attorno alla
fissità di un fulcro - l’abbandono del sé ad un disegno più ampio - sono artefici di un lento ma decisivo cambio di rotta.
Se le sonorità dei “We wait for the snow”, autori del sound-design che coccolerà le opere in mostra, sono fortemente legate alla natura intesa
come dimensione sacrale e immanente, i landscape ri-disegnati dai TU M’, in video di assoluto e mai ridondante minimalismo, ci spingono ad
un tentativo di ricostruzione monocroma, fittizia, dell’ orizzonte, alterando con sottigliezza le usuali coordinate visive.
Coordinate entro le quali si definisce la “Terra incognita” di Katia Beltrame, ipotetica sindone e territorio di confine. Evidente seppur dolce
simulacro biografico dell’abbandono.
Ed è esattamente la ricerca di Daniele Franzella a rileggere il dato biografico, sorprendentemente restituito con piglio da funambolico
imbalsamatore. L’ancestrale esigenza di conservare e onorare il corpo in forma di testimonianza totemica si risolve in un serrato incastro
d’organi nel disperato tentativo di ingabbiare e rendere eterno un afflato spirituale. Arianna Carossa infine, congelando la vita allo stadio
larvale, ibrida artificiale e naturale analizzando improbabili innesti e distorsioni, con il chiaro intento di gestirne tempi ed elementi. Soccomberà,
come tutti del resto, all’inevitabile finitezza della vita.