ZELLE ARTE CONTEMPORANEA

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NON ESISTONO SOLUZIONI INTERE POSITIVE ALL'EQUAZIONE

SERGIO ZAVATTIERI
text: Federico Lupo



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Il periodo migliore per il prelievo della pianta è, in genere, quello della tarda fioritura, allorché i primi frutti cominciano a maturare.
Se ciò non fosse possibile, sarebbe opportuno raccogliere più campioni, in periodi diversi, per poter disporre sia di esemplari con fiori, sia di esemplari con frutti.
E' importante prelevare la pianta in maniera completa, mirando a conservare il maggior numero possibile di caratteri necessari per la sua identificazione.


Trasformare tutto ciò in lavorio mortifero sembra l'intento perseguito da Zavattieri.
Congelando i cosiddetti “caratteri necessari”, bellamente esibiti in una sorta di mistificazione a cavallo tra il ludico e il macabro.
Ma l’interesse non è del tutto (per nulla?) naturalistico, riflessione sullo sfaldarsi temporale al quale contrapporre una dimensione condensata, cristallina. Un tableau mortel destinato a conservarsi tale il più a lungo possibile.
L'epidermide appare ricucita addosso alle architetture descritte da Karl Blossfeldt, ma la struttura qui è una lapide monumentale e l’epitaffio è fin troppo conciso. Il soffio vitale appare definitivamente volontà di un bravo giocatore.
Zavattieri opera sostituendo le carte in gioco in modo simultaneo, cosicché la meccanica del trucco sia definitivamente disillusa. Ed è Il titolo della mostra chiaramente ispirato all'ultimo "impossibile" teorema di Fermat, a sottolinearne l’approccio falsamente documentaristico.
Non vi è in queste immagini una pretesa dimostrativa, accecante, bensì a venir fuori è la duttilità di un linguaggio che gioca a tradursi.